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	<title>VisionPost</title>
	<link>http://visionpost.isafake.org</link>
	<description>Just another Fake is a Fake weblog</description>
	<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:46:40 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Tutto South Park online e gratis</title>
		<link>http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/tutto-south-park-online-e-gratis/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[MEDIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Francesco Bottino
25/03/2008 - 13:09
Gli episodi del cartone più graffiante d&#8217;America sono disponibili online in streaming. I loro fan potranno vederli senza violare il copyright e senza pagare alcun abbonamento. Soddisfazione dei due autori della serie.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Francesco Bottino<br />
25/03/2008 - 13:09</p>
<p><em>Gli episodi del cartone più graffiante d&#8217;America sono disponibili online in streaming. I loro fan potranno vederli senza violare il copyright e senza pagare alcun abbonamento. Soddisfazione dei due autori della serie.</em></p>
<p><img src="http://visionpost.isafake.org/files/2008/03/03252008133509.jpg" alt="03252008133509.jpg" /> <a href="http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/tutto-south-park-online-e-gratis/#more-7" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google promette il wi-fi 2.0</title>
		<link>http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/giovani-attivisti-e-connessi-gli-eroi-del-green-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[NETWORKS]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Marina Rossi
25/03/2008 - 15:45
Mountain View punta alle frequenze tv inutilizzate e le chiede alla Fcc. Se non ci saranno problemi, la nuova rete wireless potrebbe arrivare entro la fine del prossimo anno e trasferire gigabit di dati al secondo da cellulari e device mobili.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Marina Rossi<br />
25/03/2008 - 15:45</p>
<p><p><em>Mountain View punta alle frequenze tv inutilizzate e le chiede alla Fcc. Se non ci saranno problemi, la nuova rete wireless potrebbe arrivare entro la fine del prossimo anno e trasferire gigabit di dati al secondo da cellulari e device mobili.  <a href="http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/giovani-attivisti-e-connessi-gli-eroi-del-green-2/#more-17" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Come ti riproduco il Financial Times</title>
		<link>http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/come-ti-riproduco-il-financial-times/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[WEWEB]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Valentina Tubino
25/03/2008 - 13:02
Fake.isafake.org consente di creare gratuitamente falsi siti di informazione del tutto simili a vere testate giornalistiche. Utilizzando un semplice sistema di implementazione si può vedere pubblicato il proprio articolo sul Financial Times. O su Repubblica. Lo ha fatto anche VisionPost.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Valentina Tubino<br />
25/03/2008 - 13:02</p>
<p><em>Fake.isafake.org consente di creare gratuitamente falsi siti di informazione del tutto simili a vere testate giornalistiche. Utilizzando un semplice sistema di implementazione si può vedere pubblicato il proprio articolo sul Financial Times. O su Repubblica. Lo ha fatto anche VisionPost. <a href="http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/come-ti-riproduco-il-financial-times/#more-11" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Microblogging: virtù, servizi e sviluppi</title>
		<link>http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/microblogging-virtu-servizi-e-sviluppi/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[WEWEB]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Marina Rossi
25/03/2008 - 08:51
Intervista a Tommaso Sorchiotti, esperto italiano dei blog in forma ridotta e dintorni. Un approfondimento per capire cosa sta accadendo al web e alle comunicazioni interpersonali.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Marina Rossi<br />
25/03/2008 - 08:51</p>
<p><em>Intervista a Tommaso Sorchiotti, esperto italiano dei blog in forma ridotta e dintorni. Un approfondimento per capire cosa sta accadendo al web e alle comunicazioni interpersonali.  <a href="http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/microblogging-virtu-servizi-e-sviluppi/#more-3" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>YouTube premia i video più divertenti</title>
		<link>http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/youtube-premia-i-video-piu-divertenti/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[WEWEB]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Serena Patierno
22/03/2008 - 09:06
Quali sono i video più belli del 2007? Arrivano oggi i vincitori della seconda edizione degli YouTube Video Awards. Quest&#8217;anno le categorie premiabili sono state 12 e fra i vincitori un video politico che si scaglia contro lo scontro fra culture e un bimbo dalla risata contagiosa.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Serena Patierno<br />
22/03/2008 - 09:06</p>
<p><em>Quali sono i video più belli del 2007? Arrivano oggi i vincitori della seconda edizione degli YouTube Video Awards. Quest&#8217;anno le categorie premiabili sono state 12 e fra i vincitori un video politico che si scaglia contro lo scontro fra culture e un bimbo dalla risata contagiosa. <a href="http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/youtube-premia-i-video-piu-divertenti/#more-12" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Giovani, attivisti e connessi: gli eroi del green</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[LAB]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Francesco Bottino
21/03/2008 - 12:51
Pubblicato il rapporto annuale dell&#8217;Università del Maryland che sottolinea una crescita del green tech: le aziende investono sempre di più nell&#8217;ambiente e agli utenti questo piace. Gli attivisti del nuovo millennio sono giovani e carismatici, grazie ai blog e alla rete.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Francesco Bottino<br />
21/03/2008 - 12:51</p>
<p><em>Pubblicato il rapporto annuale dell&#8217;Università del Maryland che sottolinea una crescita del green tech: le aziende investono sempre di più nell&#8217;ambiente e agli utenti questo piace. Gli attivisti del nuovo millennio sono giovani e carismatici, grazie ai blog e alla rete. <a href="http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/giovani-attivisti-e-connessi-gli-eroi-del-green/#more-5" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Cambiare il Congresso: il nuovo sogno di Lessig</title>
		<link>http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/cambiare-il-congresso-il-nuovo-sogno-di-lessig/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[E-POLIS]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Emanuela Di Pasqua
21/03/2008 - 12:21
Lawrence Lessig non si candiderà al Congresso, ma vuole cambiarne comunque le regole con una nuova iniziativa. La piattaforma del progetto sarà il sito &#8220;Change Congress&#8221;. E dietro ci sono i buoni consigli di Joe Trippi.
Niente politica, non direttamente quantomeno, per Lawrence Lessig, professore di diritto costituzionale di Standford e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Emanuela Di Pasqua<br />
21/03/2008 - 12:21</p>
<p><em>Lawrence Lessig non si candiderà al Congresso, ma vuole cambiarne comunque le regole con una nuova iniziativa. La piattaforma del progetto sarà il sito &#8220;Change Congress&#8221;. E dietro ci sono i buoni consigli di Joe Trippi.</em></p>
<p>Niente politica, non direttamente quantomeno, per Lawrence Lessig, professore di diritto costituzionale di Standford e creatore delle licenze Creative Commons, che però <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fwww%2Enews%2Ecom%2F8301%2D10784%5F3%2D9899828%2D7%2Ehtml%3Ftag%3Dnefd%2Elede">non rinuncia</a> alla voglia di impegnarsi per cambiare il mondo. L&#8217;ultima iniziativa del paladino delle libertà digitali è <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fchange%2Dcongress%2Eorg%2F">Change Congress</a>, <strong>un progetto bipartisan</strong> con tre scopi ben precisi: rinunciare ai contributi elettorali delle lobbies; bandire i finanziamenti pubblici a favore di specifiche organizzazioni; riformare il sistema di finanziamento pubblico dei partiti e dei candidati.</p>
<p>In poche parole il professor Lessig  vuole <strong>ridimensionare il ruolo del denaro</strong> all&#8217;interno della politica, compito ambizioso e decisamente difficile, ma attuabile, secondo l&#8217;idealista esperto di libertà digitali. Dunque l&#8217;avvocato di Standford accantona per il momento la sua campagna a favore di un diritto sostenibile e annuncia che è sfumata <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fdraftlessig%2Eorg%2F2008%2F02%2F25%2Flessig%2Dno%2Dto%2Drunning%2Dfor%2Dcongress%2Dyes%2Dto%2Dchanging%2Dcongress%2F">la sua candidatura politica</a>: &#8220;troppo poco tempo per provare a ricoprire il posto vacante al Congresso lasciato dalla morte di Tom Lantos (unico sopravvissuto all&#8217;Olocausto eletto al Congresso) e, di questi tempi, un insuccesso elettorale rischierebbe di vanificare tante vittorie culturali&#8221;.</p>
<p>Ma si tratta di un abbandono più apparente che reale, dietro il quale c&#8217;è probabilmente il desiderio di portare avanti le stesse cause, ma <strong>prendendo di mira le lobbies </strong>e i colossi del business, che continuano a esercitare forti pressioni sulla legislazione a stelle e strisce. Il ruolo delle major e il sistema delle porte girevoli va cambiato, sostiene Lessig, e per portare avanti il cambiamento chiederà l&#8217;aiuto della tecnologia e di <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fen%2Ewikipedia%2Eorg%2Fwiki%2FJoe%5FTrippi">Joe Trippi</a>, manager della campagna online di Howard Dean, inventore del blog politico, convinto sostenitore del fatto che il web possa influenzare la governance e simpatizzante della politica &#8220;dal basso&#8221;.</p>
<p>La webzine Wired, <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fblog%2Ewired%2Ecom%2F27bstroke6%2F2008%2F03%2Fstanford%2Dlaw%2Dpr%2Ehtml">nel dare la notizia</a>, lo definisce un approccio alla Wikipedia, riferendosi a un sistema possibile e perseguibile in cui non necessariamente tutto passa attraverso i soldi, e infatti Lessig sta pensando di utilizzare l&#8217;impegno spontaneo e volontario dei cittadini per il suo <strong>Change Congress</strong>, in piena logica wiki. Lo stesso Lessig, <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fwww%2Ehuffingtonpost%2Ecom%2Flawrence%2Dlessig%2Ffix%2Dcongress%2Dfirst%5Fb%5F92456%2Ehtml%3Fview%3Dprint">nell&#8217;Huffington Post</a>, spiega come si snoderà il progetto, avvalendosi anche di una <em>Google map</em> che evidenzi le zone repubblicane e quelle democratiche nel territorio americano, mostrando anche la mappa del potere monetario e orientando l&#8217;impegno di ogni volontario verso il distretto di competenza.</p>
<p><a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Flessig08%2Eorg%2F">Le idee</a> sono molte, per il momento ancora <em>in fieri</em>, ma come al solito Lawrence Lessig dimostra di credere nel profondo che <strong>un altro mondo è possibile</strong>. Il sito, ancora in versione beta, si occuperà di riscaldamento globale, della guerra in Iraq, di istruzione e di molto altro, nel tentativo di costruire un supporto per le riforme di base e mettere insieme tutti quanti rigettano un sistema che dipenda esclusivamente dal denaro.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Anche British Telecom fa parlare gli avatar</title>
		<link>http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/anche-british-telecom-fa-parlare-gli-avatar/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[D-LIFE]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Serena Patierno
21/03/2008 - 12:17
Bt imita Vodafone e lancia un nuovo servizio dedicato a Second Life: si chiama Avatalk ed è una piattaforma per il VoIP che permette a chi è fuori da SL di chiamare chi è dentro e viceversa. Ci sarà anche un mese di prova gratuita, a partire dal 26 marzo.
Chioma bionda, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Serena Patierno<br />
21/03/2008 - 12:17</p>
<p><em>Bt imita Vodafone e lancia un nuovo servizio dedicato a Second Life: si chiama Avatalk ed è una piattaforma per il VoIP che permette a chi è fuori da SL di chiamare chi è dentro e viceversa. Ci sarà anche un mese di prova gratuita, a partire dal 26 marzo.</em></p>
<p>Chioma bionda, pelle chiara, corpo di donna, orecchie di gatta e coda irrequieta. Aerin passeggia impaziente in Idearium, una sim italiana fatta di spazi per l&#8217;incontro, spunti per mostre artistiche, luoghi in cui accogliere opere d&#8217;arte. Fra un quadro parlante e uno scoiattolo che le fa compagnia, si accorge di sentire l&#8217;urgenza del suo vampiro, un avatar dalla pelle color del latte e dagli occhi dipinti di nero. Ma lui non c&#8217;è. Si guarda intorno e vede una cabina telefonica rossa, all&#8217;inglese. Ma dov&#8217;era prima? Non se n&#8217;era mai accorta!</p>
<p>Aerin è un avatar di Second Life e quella che ha di fronte è una delle cabine portate nel metaverso dal <strong>carrier BT</strong>, che <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fwww%2Evisionpost%2Eit%2Findex%2Easp%3FC%3D1%26amp%3BI%3D2493">seguendo le orme di Vodafone</a> si prepara a lanciare il 26 marzo <strong>Avatalk</strong>, un servizio VoIP grazie al quale i residenti della seconda vita potranno telefonare o mandare sms ai propri affezionati buddies anche senza essere presenti in-world. E viceversa.</p>
<p>Così Aerin si avvicina incuriosita e si immerge nelle istruzioni. Impara che è possibile inserire e chiamare il proprio contatto preferito senza conoscerne il numero - basta che quest&#8217;ultimo abbia aderito al servizio - e che si possono anche inviare sms. Aerin non sta più nei suoi pixel e decide di dare un&#8217;occhiata all&#8217;elenco telefonico. Trova il suo vampiro. Pochi click e il VoiP dona le gioie della voce del non morto, che in borghese è magari nel suo <em>real</em> lavoro.</p>
<p>Ma può presentarsi anche la situazione capovolta. Il vampiro in borghese vuole la sua Aerin, tamburella nervosamente le dita sulla scrivania del suo ufficio e infine va sul sito di Second Life per scoprire se è online. C&#8217;è! Lui non ha il suo numero ma Bt gli ha inviato sul cellulare un collegamento all&#8217;account di lei. Subito può prendere il telefono e chiamare o messaggiare la ragazza. In pochi secondi il gioco è fatto.</p>
<p>Da questo momento in poi Aerin può anche non andare in cerca di una cabina. Le basterà indossare una sorta di cellulare di pixel, ovvero un hud (Heads-Up Display: un display in sovrimpressione sul quale sono visualizzate informazioni e comandi) e ovunque essa sia, in cima a un vulcano oppure nel fondo del mare virtuale, può far partire la chiamata. E rendere così un po&#8217; più tangibile quell&#8217;intreccio sempre più fitto fra immagini mentali realistiche e virtuali che a molti può sembrare incredibile ma che è invece consueto per quanti popolano questi mondi. Un intreccio che viene annusato e poi sfruttato dal <strong>business della telefonia via internet</strong>.</p>
<p>Tutte le organizzazioni interessate a ospitare Avatalk possono rivolgersi a Bt che, grazie alla piattaforma Web21C, darà vita a questo servizio, installando cabine telefoniche in giro per le terre del secondo mondo e offrendo l&#8217;occasione di <strong>sperimentarlo gratuitamente</strong>: 10 chiamate in qualsiasi angolo della terra e 10 sms sono in regalo, racconta <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fnetworks%2Esilicon%2Ecom%2Fwebwatch%2F0%2C39024876%2C39170429%2C00%2Ehtm%3Fr%3D1">Silicon Valley</a>. Hanno già entusiasticamente aderito al progetto le terre di Idearium, Italy Island Resort, Nuova Sicilia, Style Magazine e Venice Italy.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A febbraio Google è in calo</title>
		<link>http://visionpost.isafake.org/2008/03/25/a-febbraio-google-e-in-calo/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[D-LIFE]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Serena Patierno
20/03/2008 - 16:37
La quota di mercato delle ricerche online di Google è in calo. Ma niente paura: la Grande G resta sempre sopra il 60 per cento. E negli Stati uniti guadagna terreno a scapito degli avversari.
Il mese di febbraio non è stato brillante per Google, che ha perso un po&#8217; del suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Serena Patierno<br />
20/03/2008 - 16:37</p>
<p><em>La quota di mercato delle ricerche online di Google è in calo. Ma niente paura: la Grande G resta sempre sopra il 60 per cento. E negli Stati uniti guadagna terreno a scapito degli avversari.</em></p>
<p>Il mese di febbraio non è stato brillante per Google, che ha perso un po&#8217; del suo rinomato lustro. Sta forse facendosi scappare la sua egemonia? Non esattamente, in quanto resta sempre e comunque il motore di ricerca più adoperato raccogliendo oltre il 60 per cento delle preferenze. Tuttavia, <strong>è passato dal 63,1 di gennaio al 62,8 per cento del mercato mondiale</strong>.</p>
<p>Soffermandoci anche solo sulle cifre degli Stati uniti, coloro che a febbraio hanno scelto la Grande G sono stati di meno:  <strong>il volume di richieste si è fermato a 5,86 miliardi invece che al 6,14 di gennaio</strong>. E non è nemmeno il primo mese che si registra una decrescita.</p>
<p>Tuttavia, Google può mantenere la calma. Come avvertono gli analisti di mercato, non è tanto un problema di Mountain View quanto una fase di flessione che sta coinvolgendo tutto l&#8217;ambito delle ricerche nel web e dunque dei maggiori motori che le guidano. E non solo: c&#8217;è anche da considerare che febbraio ha avuto due giorni in meno rispetto a gennaio. Quindi, suggerisce fra gli altri l&#8217;esperto Youssef Squali a <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fwww%2Ereuters%2Ecom%2Farticle%2FtechnologyNews%2FidUSN1931199720080319%3FpageNumber%3D1%26virtualBrandChannel%3D0">Reuters</a>, <strong>occorre prudenza nell&#8217;interpretazione dei numeri</strong>.Naturalmente <strong>Google </strong>rimane sempre il re dei motori web. E la sua quota di mercato rispetto agli avversari è in crescita nella realtà statunitense, dove è salita dal 58,5 al 59,2 per cento mentre quella di <strong>Yahoo</strong>, l&#8217;eterna seconda, è scesa dal 22,2 al 21,6 per cento. Come se la cava invece <strong>Microsoft</strong>? Dal 9,8 di gennaio è scivolata al 9,6 per cento. Per completare il quadro manca solo <strong>Baidu</strong>, il motore di ricerca più importante della Cina: anche lui in discesa, dal 4,6 per cento di gennaio al 4,5 di febbraio.</p>
<p>È dunque tutta colpa del mese più corto? O forse della gente più scaltra che cerca meno o trova di più? Non solo, forse dipende anche da un&#8217;inflessione nel numero degli internauti che ha colpito la fine di questo inverno. Insomma <strong>l&#8217;internet ha accolto a febbraio solo 67,4 miliardi di persone mentre a gennaio ne ha registrati 71,9</strong>.</p>
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		<title>Il Classmate arriverà in Europa. E non è solo</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>totem</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[HARD&amp;SOFT]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Francesco Bottino
20/03/2008 - 13:53
Intel venderà il suo pc low-cost anche negli Stati uniti e nel Vecchio continente, in una fascia di prezzo che andrà dai 250 ai 350 dollari. Ma anche lo XO di Negroponte punta ai Paesi sviluppati. Per non dire dell&#8217;Eee di Asustek.
Intel venderà il suo pc low-cost Classmate anche in Europa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Francesco Bottino<br />
20/03/2008 - 13:53</p>
<p><em>Intel venderà il suo pc low-cost anche negli Stati uniti e nel Vecchio continente, in una fascia di prezzo che andrà dai 250 ai 350 dollari. Ma anche lo XO di Negroponte punta ai Paesi sviluppati. Per non dire dell&#8217;Eee di Asustek.</em></p>
<p>Intel venderà il suo pc low-cost <strong>Classmate</strong> anche in Europa e Stati uniti. L&#8217;annuncio è arrivato da Lila Ibrahim, responsabile dell&#8217;azienda per i mercati emergenti, intervistata mercoledì scorso dalla Reuters. Il Classmate, attualmente utilizzato in fase sperimentale da alcune scuole in Usa e Australia, sarà venduto ad un prezzo che dovrebbe assestarsi <strong>tra i 250 e i 350 dollari</strong>, nella fascia dei laptop low-cost. La macchina è stata infatti progettata, in origine, pensando ai Paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Il basso costo dovrebbe renderla accessibile ai cittadini di quegli Stati in cui il reddito pro-capite non si avvicina neanche lontanamente a quello occidentale, e diminuire cosi il digital divide (il divario tecnologico tra Nord e Sud del mondo). Il Classmate è già disponibile, per esempio, in Messico, India e Indonesia.</p>
<p><strong>La concorrenza<br />
</strong>Intel non è però la prima ad aver immaginato un mercato occidentale per i portatili low-cost. Già da qualche tempo gli americani possono comprare lo <strong>XO-1</strong>, il computer a basso costo progettato da <strong>Nicholas Negroponte</strong>, professore del Mit di Boston.  La fondazione <strong>One Laptop Per Child</strong>, creata dallo stesso Negroponte per sostenere il progetto, propone un&#8217;offerta particolare per i clienti occidentali: uno XO a 400$, metà dei quali andranno a finanziare un apparecchio analogo per un bambino dei Paesi in via di sviluppo (dove lo XO ha un prezzo commerciale di circa 180 dollari).</p>
<p>Ma Negroponte ha pensato, anche per quanto riguarda i Paesi sviluppati, di non limitarsi alla vendita al dettaglio e di proporre il suo portatile economico alle istituzioni scolastiche. Proprio a questo scopo l&#8217;illustre professore dell&#8217;istituto di tecnologia di Boston si è recato la settimana scorsa a <strong>Firenze</strong>, dove ha firmato <strong>un accordo di distribuzione</strong> con Lucia De Saverio, assessore del capoluogo toscano. Dopo l&#8217;incontro ufficiale Negroponte si è fermato a parlare coi giornalisti e ha dichiarato che &#8220;gli accordi di questo genere vanno presi direttamente con le amministrazioni locali, e non con gli Stati. Sono le città che controllano le scuole&#8221;. I computer a basso costo potrebbero risolvere il problema, piuttosto diffuso in Italia, della scarsità di apparecchi disponibili negli istituti, principale ostacolo all&#8217;insegnamento dell&#8217;informatica.</p>
<p>Ma tra Intel e Negroponte si è intromessa anche la Asustek, con il suo <strong>Ecc Pc</strong>. L&#8217;apparecchio costa 399 dollari ed è già disponibile nei negozi di Usa, Europa e Giappone.</p>
<p><strong>Il terreno della sfida<br />
</strong>Il gioco, quindi, si fa duro. Tutti i low-cost si aggirano <strong>intorno ai 400 dollari,</strong> prezzo sicuramente attraente per chi non cerca in un portatile prestazioni particolari. &#8220;Sopratutto in un periodo di recessione – assicura Rob Enderle, analista dell&#8217;Enderle Group – un buon prodotto a basso costo non può che avere ottime possibilità commerciali&#8221;. &#8220;L&#8217;importante – avverte però Enderle – è che la qualità sia garantita. E&#8217; questa la chiave&#8221;.</p>
<p>Ma, se sull&#8217;esistenza di un mercato non ci sono dubbi, quali saranno i fattori discriminanti che decreteranno il successo di un prodotto piuttosto che di un altro? In un Occidente già ampiamente informatizzato la differenza potrebbe farla, almeno in parte, il sistema operativo. Sia lo XO che l&#8217;Ecc di Asustek si basano infatti su <strong>Linux</strong>, architettura aperta che però ha un riscontro decisamente &#8220;di nicchia&#8221; rispetto a Windows. Questo potrebbe forse facilitare la diffusione del Classmate, visto che Intel ha deciso di utilizzare il software di <strong>Microsoft</strong>, molto più familiare per la stragrande maggioranza degli utenti.</p>
<p>La questione risulta invece meno rilevante nei paesi emergenti, dove i nuovi laptop low-cost rappresenteranno, per la maggior parte dei possessori, il primo approccio al mondo dei computer. Il problema dell&#8217;abitudine a un determinato sistema operativo, quindi, non si pone.</p>
<p>Certo è che l&#8217;immissione nel mercato di questi modelli a prezzi almeno dimezzati rispetto alla media dei portatili &#8220;normali&#8221; potrebbe avere effetti benefici (per i consumatori) e spingere la concorrenza a rivedere i listini al ribasso.</p>
<p>Vedi anche i nostri precedenti articoli:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fwww%2Evisionpost%2Eit%2Findex%2Easp%3FC%3D6%26I%3D2799">Altro colpo per il laptop da 100 $: un rivale da 75</a></li>
<li><a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fwww%2Evisionpost%2Eit%2Findex%2Easp%3FC%3D6%26I%3D2768">Il laptop da $100 resta senza Intel</a></li>
</ul>
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