Ultimo aggiornamento lunedi 27.08.2008 ore 22.06
CRONACA

Il dna dei bambini per prevenire il crimine


Di Serena Patierno
17/03/2008 - 13:10

Scotland Yard ha dichiarato l’intenzione di prelevare il dna di bambini che mostrino comportamenti antisociali per prevenire futuri crimini. Ma non è l’unica iniziativa controversa.

La guerra preventiva arriverà probabilmente anche sui banchi di scuola per identificare, fra i bambini a partire dai 5 anni in su,  i possibili futuri criminali. Come? Grazie alla schedatura del dna dei più pestiferi. Per ora è solo una proposta della polizia di Scotland Yard ma dal sapore tanto forte e controverso, zeppo di suggestioni distopiche, da aver già scatenato un dibattito nazionale, che ora si accinge a diventare internazionale.

Se gli Stati Uniti utilizzano farmaci e psicofarmaci per controllare i bambini irrequieti, nel Regno Unito avanza l’idea che il criminale non solo lo si riconosce da bambino ma va anche schedato ancor prima che commetta il proprio misfatto. Un po’ come nella sezione “precrimine” raccontata da Minority Report, non viene condannato il fatto, bensì l’intenzione di compierlo. La condanna, chiaramente, consiste nell’essere vittima di una sorta di marchio indelebile costituito da una schedatura avvenuta sulla base di un pregiudizio. Umiliazioni e preconcetti insensati sono già stati rilevati dalle associazioni per i diritti civili che si scagliano contro la proposta e che parlano perfino di Stato di Polizia.

Ma chi dovrebbe identificare il bambino potenzialmente criminale? Gli insegnanti delle scuole. Insomma, alle loro tante responsabilità, potrebbe aggiungersi quella di giudicare in modo compromettente le predispozioni degli alunni. Inaccettabile, ribatte – come riportato sul Guardian Chris Davis, a capo dell’associazione nazionale dei presidi. «I bambini capricciosi avranno anche la potenzialità di fare del male – spiega contrariato – ma quella ce l’abbiamo tutti, nessuno escluso».

Gary Pugh, direttore della scientifica di Scotlan Yard, pare convinto della sua idea, pur ammettendone gli aspetti discutibili: schedare il dna dei bambini capricciosi e con comportamenti molesti sarebbe comunque utile, non solo come deterrente ma anche come sistema quasi infallibile per sapere chi andare a cercare quando un reato accade. Pugh dà fiato alle proprie trombe con l’ausilio di alcuni studi sociologici che individuano come età critica per scoprire il delinquente quella che va dai 10 ai 13 anni perché proprio in questa fascia di età si compiono i primi misfatti. Da qui il corollario per cui avrebbe senso scovare il futuro colpevole in un bimbo di circa 7 anni. Il tutto, nonostante l’idea che una simile schedatura possa essere perfino un incentivo a delinquere per un bambino discriminato. 

Ma questa non è l’unica iniziativa preventiva: l’ultima in ordine di tempo riguarda la proposta di un permesso speciale per la polizia che vorrebbe usare i chip Rfid delle tessere del trasporto pubblico di Londra al fine di controllare in modo capillare i movimenti dei sospetti. Ben 17 milioni di cittadini che ogni giorno usano il trasporto pubblico con questo sistema potrebbero essere tranquillamente monitorati.


(March 25, 2008)

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