Ultimo aggiornamento lunedi 23.07.2008 ore 16.48
CRONACA

Giovani, attivisti e connessi: gli eroi del green


Di Francesco Bottino
21/03/2008 - 12:51

Pubblicato il rapporto annuale dell’Università del Maryland che sottolinea una crescita del green tech: le aziende investono sempre di più nell’ambiente e agli utenti questo piace. Gli attivisti del nuovo millennio sono giovani e carismatici, grazie ai blog e alla rete.

Il green tech, la tecnologia attenta all’ambiente, piace molto agli americani. Tanto da far ipotizzare per il 2008 un volume d’affari di circa 104 miliardi di dollari. La previsione arriva dall’indagine annuale National Technology Readiness Survey, svolta dall’Università del Maryland.

I numeri
Secondo quanto emerso dalla ricerca, l’81 per cento del campione si dichiara generalmente favorevole ad attività che preservino l’ambiente e il 71 per cento dice, di conseguenza, di essere interessato alla tecnologia ecologica. Anche le intenzioni di consumo, almeno dichiarate, vanno in questo senso: più della metà degli intervistati (il 68 per cento) preferisce comprare prodotti di marche attente alla salvaguardia dell’ambiente. Se non fosse che poi, ben il 72 per cento rivela di ritenere l’impegno ecologico delle aziende fittizio e finalizzato solo a strategie di marketing. Quanto alle potenzilità economiche del mercato “verde”, gli oltre cento miliardi previsti si riferiscono alle vendite di 11 diverse categorie di prodotti, ma più della metà del ricavato sarebbe da attribuirsi alle automobili anti-inquinamento, settore che esula dal concetto di hi-tech in senso stretto.

Opinion leaders dell’ecologismo 2.0
Andando oltre il mero dato numerico, i ricercatori del Maryland hanno provato a descrivere le caratteristiche sociologiche dei tecno-ecologisti, delinenando due sottogruppi ben definiti.
Il primo è costituito dai veri attivisti (una percentuale che si attesta intorno al 10 per cento), relativamente pochi ma ben organizzati e capaci di esercitare una certa influenza. Il secondo gruppo invece, molto più numeroso, è in qualche modo “alle dipendenze” del primo, nel senso che si fa coinvolgere dagli attivisti, ne segue le tendenze e ne accoglie le istanze sulla tecnologia pulita.
Spesso questi green-tech leader svolgono un ruolo di riferimento e consiglio riguardo le novità del mercato tecnologico. Sono in grado, come gruppo, di orientare almeno in parte il consumo dell’hi-tech, e per questo diventano il bersaglio privilegiato degli esperti di marketing.

Ma chi sono questi attivisti della tecnologia verde? Sono giovani e, sopratutto, grandi utilizzatori di internet. La rete è il luogo in cui costruiscono la loro capacità di influenza grazie agli strumenti tipici del web 2.0. Sui blog esprimono le loro opinioni creando processi di social networking molto forte intorno ai temi dell’eco-tecnologia. Questi nodi di aggregazione delle opinioni potrebbero rappresentare la chiave di volta per il prossimo futuro del mercato hi-tech.

Non solo mercato
Ma la tecnologia ecologica non è solo un nuovo settore di mercato su cui si misureranno gli uomini del marketing. Vista l’enorme quantità di rifiuti elettronico-informatici che il mondo occidentale riesce a produrre, e i modi talvolta poco ortodossi col quale se ne sbarazza, potrebbe essere la soluzione ad una questione che, altrimenti, è destinata solo a peggiorare.


(March 25, 2008)

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