Di Marina Rossi
20/03/2008 - 12:41
Lo studio condotto dalla Commissione europea pone come obiettivo un tasso di penetrazione di banda larga del 30 per cento entro il 2010, il 10 per cento in più rispetto all’attuale media. E l’Italia è ultima con il 17 per cento.
Nell’utimo anno, il numero di connessioni a banda larga in Europa è cresciuto di 50mila nuovi abbonati al giorno. Si tratta di importanti dati di crescita che giungono da un report firmato dalla Commissione europea e che delineano un trend positivo per la diffusione della rete nel Vecchio continente. Oggi, infatti, il tasso di penetrazione della banda larga ha raggiunto il 20 per cento della popolazione europea, solo il 2 per cento in meno della media statunitense. A questo dato positivo, si aggiunge anche una maggiore convenienza nelle tariffe di abbonamento: migliori prestazioni stanno affiancando prezzi più bassi.
Rete e telefonia
Sempre a confronto con gli Stati Uniti, otto dei ventisette stati europei vantano una maggiore adozione della banda larga: Regno Unito, Francia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Svezia, Belgio e Lussemburgo. Mentre l’Italia è fanalino di coda. Secondo il commissario Ue alle Tlc Viviane Reding, questi importanti passi avanti sono stati svolti grazie a un’apertura del mercato della telefonia. La concorrenza ha abbassato i prezzi e gli investimenti nella banda larga hanno portato nuovi ritorni per le aziende. Il settore delle telecomunicazioni nel 2007 ha raggiunto i 300 miliardi di euro, cioè l’1,9 per cento in più rispetto al 2006.
La bocciatura italiana
La stretta correlazione tra mercato della telefonia e diffusione della banda larga è causa, per l’Italia, dell’ultima posizione in Europa. Poca concorrenza e prezzi di molto al di sopra della media dell’Ue sono il tallone d’Achille del nostro paese. Se la tendenza europea è positiva su tutti i fronti, l’Italia continua a restare indietro. L’adozione nazionale della banda larga è solo al 17 per cento, ma questi risultati sono originati da un problema ancor più grave che riguarda il digital divide tecnologico: sono ancora molte le zone rurali in cui non arriva la connessione e la possibilità di accesso all’internet sfiora solo il 50 per cento. Il divario tra centro urbano e periferia non accenna a diminuire e aggrava la posizione italiana.
Il futuro connesso
Oltre allo studio sull’attuale tasso di diffusione della banda larga, la Commissione europea ha annunciato come obiettivo quello di raggiungere un tasso di penetrazione del 30 per cento, entro il 2010. Una buona promessa che non è impossibile mantenere, considerando che già oggi Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia superano singolarmente il 30 per cento. Basterebbe solo che i fanalini di coda come l’Italia si mettessero alla pari in fretta.