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CRONACA

Anche British Telecom fa parlare gli avatar


Di Serena Patierno
21/03/2008 - 12:17

Bt imita Vodafone e lancia un nuovo servizio dedicato a Second Life: si chiama Avatalk ed è una piattaforma per il VoIP che permette a chi è fuori da SL di chiamare chi è dentro e viceversa. Ci sarà anche un mese di prova gratuita, a partire dal 26 marzo.

Chioma bionda, pelle chiara, corpo di donna, orecchie di gatta e coda irrequieta. Aerin passeggia impaziente in Idearium, una sim italiana fatta di spazi per l’incontro, spunti per mostre artistiche, luoghi in cui accogliere opere d’arte. Fra un quadro parlante e uno scoiattolo che le fa compagnia, si accorge di sentire l’urgenza del suo vampiro, un avatar dalla pelle color del latte e dagli occhi dipinti di nero. Ma lui non c’è. Si guarda intorno e vede una cabina telefonica rossa, all’inglese. Ma dov’era prima? Non se n’era mai accorta!

Aerin è un avatar di Second Life e quella che ha di fronte è una delle cabine portate nel metaverso dal carrier BT, che seguendo le orme di Vodafone si prepara a lanciare il 26 marzo Avatalk, un servizio VoIP grazie al quale i residenti della seconda vita potranno telefonare o mandare sms ai propri affezionati buddies anche senza essere presenti in-world. E viceversa.

Così Aerin si avvicina incuriosita e si immerge nelle istruzioni. Impara che è possibile inserire e chiamare il proprio contatto preferito senza conoscerne il numero - basta che quest’ultimo abbia aderito al servizio - e che si possono anche inviare sms. Aerin non sta più nei suoi pixel e decide di dare un’occhiata all’elenco telefonico. Trova il suo vampiro. Pochi click e il VoiP dona le gioie della voce del non morto, che in borghese è magari nel suo real lavoro.

Ma può presentarsi anche la situazione capovolta. Il vampiro in borghese vuole la sua Aerin, tamburella nervosamente le dita sulla scrivania del suo ufficio e infine va sul sito di Second Life per scoprire se è online. C’è! Lui non ha il suo numero ma Bt gli ha inviato sul cellulare un collegamento all’account di lei. Subito può prendere il telefono e chiamare o messaggiare la ragazza. In pochi secondi il gioco è fatto.

Da questo momento in poi Aerin può anche non andare in cerca di una cabina. Le basterà indossare una sorta di cellulare di pixel, ovvero un hud (Heads-Up Display: un display in sovrimpressione sul quale sono visualizzate informazioni e comandi) e ovunque essa sia, in cima a un vulcano oppure nel fondo del mare virtuale, può far partire la chiamata. E rendere così un po’ più tangibile quell’intreccio sempre più fitto fra immagini mentali realistiche e virtuali che a molti può sembrare incredibile ma che è invece consueto per quanti popolano questi mondi. Un intreccio che viene annusato e poi sfruttato dal business della telefonia via internet.

Tutte le organizzazioni interessate a ospitare Avatalk possono rivolgersi a Bt che, grazie alla piattaforma Web21C, darà vita a questo servizio, installando cabine telefoniche in giro per le terre del secondo mondo e offrendo l’occasione di sperimentarlo gratuitamente: 10 chiamate in qualsiasi angolo della terra e 10 sms sono in regalo, racconta Silicon Valley. Hanno già entusiasticamente aderito al progetto le terre di Idearium, Italy Island Resort, Nuova Sicilia, Style Magazine e Venice Italy.


(March 25, 2008)

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