Di Serena Patierno
20/03/2008 - 16:37
La quota di mercato delle ricerche online di Google è in calo. Ma niente paura: la Grande G resta sempre sopra il 60 per cento. E negli Stati uniti guadagna terreno a scapito degli avversari.
Il mese di febbraio non è stato brillante per Google, che ha perso un po’ del suo rinomato lustro. Sta forse facendosi scappare la sua egemonia? Non esattamente, in quanto resta sempre e comunque il motore di ricerca più adoperato raccogliendo oltre il 60 per cento delle preferenze. Tuttavia, è passato dal 63,1 di gennaio al 62,8 per cento del mercato mondiale.
Soffermandoci anche solo sulle cifre degli Stati uniti, coloro che a febbraio hanno scelto la Grande G sono stati di meno: il volume di richieste si è fermato a 5,86 miliardi invece che al 6,14 di gennaio. E non è nemmeno il primo mese che si registra una decrescita.
Tuttavia, Google può mantenere la calma. Come avvertono gli analisti di mercato, non è tanto un problema di Mountain View quanto una fase di flessione che sta coinvolgendo tutto l’ambito delle ricerche nel web e dunque dei maggiori motori che le guidano. E non solo: c’è anche da considerare che febbraio ha avuto due giorni in meno rispetto a gennaio. Quindi, suggerisce fra gli altri l’esperto Youssef Squali a Reuters, occorre prudenza nell’interpretazione dei numeri.Naturalmente Google rimane sempre il re dei motori web. E la sua quota di mercato rispetto agli avversari è in crescita nella realtà statunitense, dove è salita dal 58,5 al 59,2 per cento mentre quella di Yahoo, l’eterna seconda, è scesa dal 22,2 al 21,6 per cento. Come se la cava invece Microsoft? Dal 9,8 di gennaio è scivolata al 9,6 per cento. Per completare il quadro manca solo Baidu, il motore di ricerca più importante della Cina: anche lui in discesa, dal 4,6 per cento di gennaio al 4,5 di febbraio.
È dunque tutta colpa del mese più corto? O forse della gente più scaltra che cerca meno o trova di più? Non solo, forse dipende anche da un’inflessione nel numero degli internauti che ha colpito la fine di questo inverno. Insomma l’internet ha accolto a febbraio solo 67,4 miliardi di persone mentre a gennaio ne ha registrati 71,9.